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Avete sbagliato tipologia di profilo su Facebook? È arrivata la soluzione!

Qualche mese fa in questo post avevamo visto le varie tipologie di profili messi a disposizione da Facebook e come molto spesso le organizzazioni non profit, ma non solo, cadano nell'errore di aprire un profilo personale invece di un profilo aziendale.
Finalmente Facebook ha messo a disposizione un servizio che permette di far fronte a questo errore, come descritto in questo interessante post (vi consiglio di seguire il blog, ha degli spunti e dei case history veramente interessanti) convertendo il profilo personale, nel nostro caso con il nome di una onp, in una Pagina Aziendale.

Come funziona?

È sufficiente collegarsi a questa pagina e seguire le istruzioni, come indicato nell'immagine sottostante.


Uno degli aspetti più interessanti è il trasferimento di tutti gli amici nella nuova pagina. Tutto il lavoro fatto per coinvolgere il maggior numero di persone possibile fortunatamente non verrà perso.

Alcune cose da sapere prima di avviare la procedura


  1. È una procedura IRREVERSIBILE;
  2. La nuova pagina manterrà solo il nome, la foto del profilo e gli amici. Tutte le altre informazioni verranno PERSE;
  3. Prima di convertire il profilo è importante fare un BACK-UP delle informazioni attraverso questo link (voce "Scarica le tue informazioni");
  4. Per accedere alla pagina saranno sufficienti l'indirizzo mail e la password usati per il profilo personale.

Purtroppo non ho potuto sperimentare la procedura per voi, dato che è irreversibile. Ci sono alcune domande a cui mi piacerebbe dare risposta:
  • dato che le pagine aziendali necessitano di un amministratore (profilo privato), come viene risolto il problema?
  • è possibile ricaricare i dati salvati sul nuovo profilo in modo rapido o bisogna caricarli voce per voce?
Qualcuno di voi ha provato? Ora non avete più scuse per risolvere questo piccolo errore!

Terre des Hommes lancia una sfida su Facebook

Dopo un po' di latitanza, eccomi di nuovo qui per un aggiornamento flash. Purtroppo in questo periodo sono molto impegnato (sto seguendo una serie di progetti che mi tengono incollato al computer tutte le sere fino a notte fonda). 
Come vi avevo annunciato a dicembre, sono in arrivo delle novità: FundraisingMix si trasferisce (questo è il nuovo indirizzo) e si arricchisce di nuovi contenuti. Sto mettendo a punto gli ultimi dettagli grafici e tra pochissimo spero di essere on-line! Seguite il conto alla rovescia, ma prestate attenzione, perché ogni giorno potrebbe essere quello buono!

Vi segnalo questa bellissima sfida lanciata da Terre des Hommes su Facebook, aiutiamo a mandare 10.000 arance entro il 20 marzo. Ogni utente può decidere di inviare un post (un'immagine di un'arancia) a 20 e più amici, stimolando il passaparola. Una tecnica molto simpatica per rafforzare la brand awareness dell'ong su Facebook e sfruttare un potente meccanismo di diffusione virale (se ogni persona che ne riceve una a sua volta la gira a 20 persone, in soli 5 gradini della piramide si possono potenzialmente raggiungere oltre 3.000.000 di utenti). 

Avete fatto il vostro dovere? Affrettatevi mancano solo 11 giorni...

Eccola finalmente! Una ricerca completa sul mondo delle donazioni on-line in Italia


Finalmente una ricerca approfondita sui vari aspetti legati al mondo, in continue espansione, delle donazioni on-line promossa dall'Osservatorio Fundraising Online 2010. I risultati sono stati presentati a Milano questo dicembre.
Paolo Ferrara nel suo blog ha realizzato un'ottima sintesi e riflessione. Consiglio a tutti di dedicare qualche minuto per leggere l'interessantissimo post. 
Per chi invece vuole scaricare la documentazione completa può farlo da questa pagina. Le informazioni contenute sono notevoli, a volte un po' disordinate ma sicuramente offrono un importante punto di partenza per riflettere su questo tema ancora così oscuro.

E la vostra organizzazione, che esperienze sta portando avanti nella raccolta fondi on-line?

Pagine sociali su Facebook: non fatevi ingannare dal nome

In un post precedente avevo approfondito la differenza tra il profilo personale, quello pubblico e i gruppi su Facebook. 
Qualche giorno fa, per la prima volta, mi sono attivato per aprire una pagina pubblica per un'organizzazione non profit (nello specifico per Caldogno Avanti! Comitato Alluvione 2010 per sostenere gli alluvionati di Vicenza).
Nella prima pagina della procedura in questione però, al fianco della pagina ufficiale, viene presentata anche l'opzione dell'apertura di una pagina sociale

Cosa sono le pagine sociali?

Le pagine sociali sono state inserite in aprile 2010 all'interno di un pacchetto di modifiche introdotto da Fecebook.
Volendo cercare di capire cosa effettivamente siano, l'utente si imbatte inizialmente nella breve descrizione proposta nella prima pagina della procedura guidata per aprire una pagina per le aziende (come si può vedere nell'immagine soprastante):

Conquista nuovi sostenitori della tua causa o del tuo ideale creando una Pagina sociale. Se la Pagina diventa estremamente popolare (conquistando migliaia di fan), sarà automaticamente adottata e mantenuta dalla comunità di Facebook

Se ci si fermasse qui, si potrebbe azzardare a considerarla una manna piovuta dal cielo ideata appositamente per il non profit. Ma andando un po' di più in profondità, accedendo nel Centro Assistenza, si legge: 

Le Pagine sociali sono un nuovo tipo di Pagina e ti consentono di vedere cosa dice la gente sugli argomenti che ti interessano e scoprire chi sono gli amici con cui condividi tali connessioni. Sono simili alle altre Pagine con cui hai la possibilità di connetterti, ma non generano notizie nella relativa sezione del tuo profilo e non sono create e mantenute da un singolo autore. Una volta disponibili per il relativo argomento, mostrano anche contenuti concessi in licenza a Facebook da Wikipedia.

Come si può facilmente intuire qualcosa non torna. In quest'ultimo passaggio si fa riferimento a "permette di vedere cosa dice la gente sugli argomenti che ti interessano", "scoprire chi sono gli amici con cui condividi tali connessioni". Poi viene indicata Wikipedia come fonte dei contenuti e se si leggono le altre faq si parla di "interessi e preferenze" del proprio profilo, l'impossibilità di modificare lei contenuti ecc. Magicamente è sparito qualsiasi riferimento alla causa e agli ideali personali. Personalmente a questo punto mi sono sentito parecchio spaesato e confuso.

Ma allora cosa sono concretamente queste Pagine Sociali?

Per cercare di capire qualcosa ho ricercato un po' in internet, ma ho trovato commenti ugualmente poco precisi ed esaustivi. A questo punto arriva in soccorso la versione inglese del Centro Assistenza di Facebook. Prima di tutto si scopre che nella versione originale le pagine sociali si chiamano Community Pages, evidenziando una traduzione poco felice. Proseguendo, le community pages vengono così descritte: 

Community pages — the pages that link from fields you fill out in your profile — are for general topics and all kinds of unofficial but interesting things. You "like" these pages to connect with them, but they aren't run by a single author, and they don't generate News Feed stories. 
There are many benefits to adding community pages to your profile 
- They let you see what people are saying about stuff that matters to you — whether that's cooking, a political movement or even your pets.
-  They let your friends learn more about you by simply clicking on your interests.
- Some topics feature content from Wikipedia to help you learn more about things you find interesting.
- They turn your profile into a living map of all the connections that matter to you, instead of a static list of your interests.

Come si può vedere la traduzione italiana è stata fatta in modo approssimativo e generalizzato. In questa versione si mette bene in evidenza che le pagine sociali sono collegate al profilo personale dell'utente, non hanno un autore unico, non generano un flusso di notizie, permettono di evidenziare i propri interessi, i contenuti possono provenire da Wikipedia e rendono più interattiva e dinamica la lista dei propri interessi nel profilo personale.  Qualcosa si comincia a capire e delineare. 
Se si prosegue con la lettura si scopre una precisa distinzione tra le pagine ufficiali, le pagine sociali e i gruppi: 

Community pages are built around topics, causes or experiences. Many community pages display Wikipedia articles about the topics they represent, as well as related posts from other people on Facebook in real time. 
Official pages are maintained by authorized representatives of a business, brand, celebrity, or organization, and they can create and share content about the entities that they represent. 
Groups allow you to communicate directly with other people on Facebook about a specific subject. Anyone can create and admin a group.

A questo punto (dopo aver letto anche gli altri punti proposti dal Centro Assistenza inglese) le idee sono molto più chiare: nel proprio profilo personale ognuno può indicare i propri interessi e le proprie attività. Per ognuno Facebook ha creato una specifica pagina in cui sono inseriti una descrizione, se esiste, tratta da Wikipedia e tutti i post, pubblicati in real time dal proprio network di amici, contenenti la parola chiave che rappresenta il titolo della pagina stessa. Nelle pagine sociali poi non si possono aggiungere commenti, foto, video ecc.  Si potrebbe quindi affermare che rappresentano più un contenitore di informazioni che uno spazio interattivo su uno specifico tema (quest'ultimo è già rappresentato dai gruppi...)

Non tutto però è ancora chiaro...

Come si può vedere l'argomento non è molto chiaro e trasparente. Inoltre la breve descrizione italiana è ingannevole, soprattutto se a leggerla è un'organizzazione non profit. 
Se tutto ciò non bastasse, per curiosità ho provato a creare una pagina sociale e sorpresa: la pagina che si è aperta ha le stesse caratteristiche della pagina ufficiale (possibilità di pubblicare commenti, foto, video ecc.).
Spero di non aver confuso anche voi, ma il mio intento era soprattutto quello di sollecitare la vostra attenzione e raccogliere commenti da parte di tutti gli utenti che abbiano già avuto esperienze con questo tipo di pagine o che siano riusciti a farsi un'idea più precisa. 

Il mio consiglio per tutti è quello di continuare a percorrere le strade tradizionali fino a quando non si capisce meglio come funzionino le pagine sociali:
  • pagina personale per tutte le persone fisiche;
  • pagina ufficiale se rappresentate un impresa, un marchio, un prodotto, un'organizzazione, un'artista, un gruppo musicale oppure un personaggio pubblico;
  • un gruppo se volete creare un portale di discussione e condivisione di materiale su uno specifico tema.

Sempre più ultra cinquantenni sui social network


Dopo una "lunga" assenza dal blog nel mese di agosto, eccomi di nuovo con voi per condividere alcune riflessioni.
Oggi ho letto un post molto interessante nel blog di Vincenzo Cosenza dal titolo "Cresce l'utilizzo dei social network da parte degli ultra cinquantenni". Gli spunti di riflessione proposti sono molteplici. Inoltre, lo stesso autore gestisce un Osservatorio su Facebook che offre dati sempre aggiornati sul contesto italiano. La domanda che mi pongo è al seguente: questa nuova tendenza come si potrà riflettere sul fundraising nel non profit? Cerchiamo ora di fare una breve fotografia della situazione attuale, riprendendo i dati proposti nel blog di Cosenza.

Un po' di dati

I dati si riferiscono ad un'interessante ricerca del Pew Research Center's Internet & American Life Project sull'utilizzo di internet e dei social network negli Stati Uniti. I risultati fanno emergere degli scenari molto interessanti.



















































































Come si può facilmente comprendere da questi due grafici l'utilizzo di internet e dei social network presenta un trend nettamente positivo, anche nelle fasce di età più alte (50-64 e 65+), arrivando ad ottenere buoni livelli.
Vorrei sottolineare alcuni dati secondo me significativi:
  • il 55% degli over 65 utilizza internet per mandare e ricevere mail quotidianamente, distanziandosi di pochi punti percentuali rispetto le altre fasce d'età;
  • quasi il 20% degli over 65 (uno su cinque) utilizza l'home banking quotidianamente;
  • tra gli over 65 il 3% utilizza Twitter quotidianamente, valore importante se consideriamo che dai dati emerge essere uno strumento maggiormente preferito dalla fascia 18-29 (19%);
  • il boom dei social network tra i giovani (18-29) è avvenuto tra il settembre 2005 e maggio 2008 (+61%) mentre per le altre categorie ciò è avvenuto dopo maggio-novembre 2008;
  • la categoria over 65 tra settembre 2005 e novembre 2008 ha avuto un andamento altalenante tra il 4% e il 7%; poi ha avuto in incremento rapido fino al 26% (quasi uno ogni quattro);
  • a maggio 2010 circa una persona ogni due nella fascia 50-64 utilizzava i social network.

E in Italia?

Per quanto riguarda l'Italia possiamo analizzare alcune statistiche sull'utilizzo di Facebook proposte da Vincenzo Cosenza:
  • a luglio 2010 gli iscritti a Facebook sono 16,9 milioni;
  • la fascia che ha registrato la maggior crescita dal dicembre 2008 a luglio 2010 è quella relativa agli over 36 (+410%, da 987 mila a 5 milioni di utenti);
  • a dicembre 2008 il 3,5% degli utenti Facebook rientrava nella fascia 46-55 mentre l'1,2% tra gli over 56; a luglio 2010 il primo gruppo era salito all'8,1% mentre i secondi al 3,99% (673 mila utenti)
Come si può facilmente vedere i dati riguardano una realtà molto limitata (solamente l'uso di Facebook) ma mettono in evidenza come anche in Italia sia in atto un processo simile a quello americano di diffusione dell'utilizzo di internet tra gli ultra cinquantenni.

Quali risvolti per il fundraising?

Ciò ha sicuramente dei risvolti molto positivi per il fundraising:
  • solitamente le fasce d'età che maggiormente decide di sostenere, attraverso gli strumenti tradizionali, una buona causa è rappresentata dagli over 40, proprio quelle che sta registrando un maggior incremento nell'uso di internet e dei social network;
  • la possibilità di raggiungere i pubblici maggiormente sensibili anche attraverso internet permette all'organizzazione non profit di incrementare i momenti di comunicazione, la trasparenza, l'accountability, i mezzi e le occasioni di raccolta fondi ecc.;
  • l'utilizzo dei social netowok da parte di queste fasce d'età è molto più maturo e consapevole rispetto quelle più giovani. Sicuramente la capacità di coinvolgere gli altri e diffondere positivamente una buona causa tra gli amici è più elevata;
  • la diffusione dell'home banking permette di incrementare il numero delle donazioni impulsive, cioè quelle che vengono effettuate istintivamente subito dopo essere stati esposti ad una buona causa;
Penso che tutto ciò rappresenti un'importante opportunità per le organizzazioni non profit. Sicuramente ciò non vuol dire che Facebook e i social network rappresentano delle miniere d'oro per il fundraising futuro ma certamente costituiscono una ghiotta alternativa da affiancare agli strumenti tradizionali di raccolta fondi.
Voi cosa ne pensate?

Facebook: profilo personale o profilo pubblico? Prestate molta attenzione

Molto spesso mi capita di richiedere o ricevere una richiesta di amicia da parte di una organizzazione non-profit. Non tutti sanno che però, secondo le regole di Facebook, l'utilizzo di un profilo personale da parte di organizzazionie oppure aziende rappresenta una violazione delle Condizioni d'uso di Facebook. Cerchiamo allora di capire meglio quali sono le differenze tra il profilo personale e quello pubblico e come bisogna comportarsi correttamente.


Il profilo personale

Dalla pagina specifica nel Centro Assistenza, scopriamo che il nome dell'account deve rispettare le seguenti regole:
  • deve indicare nome e cognome completi. I soprannomi vanno formattati nel seguente modo "Nome 'Soprannome' Cognome";
  • l'account è solo per uso personale. Per rappresentare un personaggio famoso, un'azienda, un organizzazione o un marchio è necessario aprire una "Pagina Facebook";
  • non può contenere titoli religiosi o professionali;
  • si può indicare il cognome da nubile. Non è consentito usare parole come "nata" o "nubile" o "ex" nei nomi account;
  • ogni account deve rappresentare una sola persona, sono vietati account che rappresentano gruppi, famiglie o coppie.
Come si può ben vedere ci sono delle forti limitazioni e vincoli nell'apertura degli account personali. Vediamo alcune peculiarità che ci interessano:
  • il limite massimo di amici è 5000;
  • si può chiedere l'amicia e riceverla;
  • si possono madare messaggi di posta privata;
  • si può utilizzare la chat.

Il profilo pubblico o Pagine di Facebook

Come abbiamo visto nel profilo personale e come specificato in questa pagina nel Centro Assistenza di Facebook: le Pagine sono concepite per consentire a organizzazioni, aziende, celebrità e gruppi di condividdere informazioni in modo ufficiale e pubblico con gli utenti che vi si connettono.
Le caratteristiche distintive sono:
  • non c'è un limite di amici;
  • non è necessario richiedere un'amicizia e attendere la conferma. Nelle Pagine di Facebook la connessione avviene semplicemente attraverso il pulsamente "mi piace";
  • gli amministratori non sono visibili ai fan della pagina
  • non si possono mandare singoli messaggi di posta privata, bensì aggiornamenti a tutti i fan oppure a specifici gruppi sulla base di indicatori socio-demografici;
  • non si può utilizzare la chat;
  • si possono aggiungere applicazioni create appositamente dell'utente-amministratore.
Chiunque in possesso di un account personale può aprire una Pagina su Facebook attraverso questo link oppure cliccando sul link "Crea una Pagina per la mia attività" presente in qualsiasi Pagina già esistente. L'unico vincolo è che l'apertura di una Pagina può essere fatta solo da un rappresentante ufficiale dell'organizzazione, azienda, celebrità o gruppo musicale.

E allora i gruppi cosa sono?

I gruppi possono essere creati da qualsiasi utente per discutere su un qualsiasi argomento. Rappresentano un luogo di incontro e scambio di idee. Possono essere pubblici o segreti, aperti o chiusi.
Alcune somigliaze/differenze rispetto le Pagine:
  • anche nei gruppi non c'è un limite di iscritti e non è necessaria nessuna autorizzazione, per quelli pubblici e aperti;
  • gli amministratori sono visibili;
  • si possono mandare messaggi a tutti gli iscritti, ma non individualmente;
  • i post sul gruppo vengono visualizzati con il nome dell'autore, mentre nelle Pagine l'autore è la Pagina stessa;
  • non è disponibile la chat;
  • presentano un'area specifica per le discussioni.
I gruppi possono essere aperti attraverso questo link oppure nel link "Crea un gruppo" nella pagina riassuntiva dei gruppi di cui si fa parte, accessibile dal menù di sinistra nella home page.

Cosa bisogna fare?

Come abbiamo visto le Condizioni d'uso di Facebook sono molto precise, chiare e dettagliate. Putroppo ci sono ancora moltissime organizzazioni che aprono un proprio profilo personale invece che una Pagine. Anche se Facebook per ora permette di compiere questa "violazione", l'utilizzo del profilo personale non è conveniente per diversi motivi:
  • la limitazione di 5000 amici è fortemente restrittiva. Una volta raggiunti cosa si fa? Bisogna creare una Pagina con conseguente duplicazione dei contenuti e difficoltà di gestione e coordinamento;
  • non si possono inviare messaggi a tutto il gruppo contemporaneamente;
  • le possibilità di personalizzare il profilo sono molto limitative, cosa che non è avviene per le Pagine;
  • non si possono attivare particolari campagne di web marketing;
  • se Facebook si accorge di questa infrazione (tramite segnalazione o verifica interna) si riserva il diritto di chiudere o sospendere l'accaunt con la conseguente perdita di tutti i contatti fino a quel punto raccolti. Così tutto il lavoro va in fumo.
La soluzione migliore per le organizzazioni che hanno sbagliato profilo è quello di far aprire un profilo personale ad un amminsitratore, conseguentemente creare una Pagina Facebook e attivare una massiccia campagna di dirottamento degli amici del profilo personale "vietato" verso quest'ultima Pagina. È un'operazione delicata in quanto si corre il rischio di perdere qualche utente, ma è necessaria.
Per ora Facebook non ha avviato nessun controllo interno, agisce solo su segnalazione, ma è molto probabile che in un futuro non molto lontano avvii tali procedure. Ma perché rischiare?